Maria nella letteratura italiana

È in libreria il volume Maria nella letteratura d’Italia (Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2009, pagine 368, euro 28), di cui riportiamo uno stralcio dell’introduzione a cura di Neria De Giovanni.

IRZLqXWqRZzw-mMaria Vergine, figura centrale nella devozione popolare, protagonista privilegiata della creatività artistica, soprattutto pittorica, occupa senza dubbio un posto rilevante anche nelle nostre lettere, nello sviluppo letterario del secondo millennio, dal volgare del Duecento fino al Duemila.

Grande è il fascino della Madre di Dio esercitato sui laici. Laica è soprattutto la produzione letteraria di questa raccolta con l’aggiunta, soltanto, di alcune pagine di scrittori religiosi e, a volte, santi come san Francesco o san Luigi Orione o sant’Alfonso Maria de’ Liguori oppure elevati al soglio papale come Giovanni Battista Montini.

In questa raccolta dedicata alla Vergine non poteva mancare la pagina di prosa limpida e toccante in cui Lucia Mondella de I promessi sposi manzoniani, colta da disperazione nel castello dell’Innominato, fa il voto di castità alla Madonna.

Si dice che Alessandro Manzoni dopo la conversione al cattolicesimo, nel progetto degli Inni sacri avesse in programma di inserire anche un’Annunciazione. Ci resta comunque l’inno Il nome di Maria che mette in risalto soprattutto l’accettazione da parte della Vergine del grande compito di diventare Madre di Dio.

Sempre a Le feste della Vergine si è ispirato il cavaliere gerosolimitano Angelo Maria Ricci che negli anni venti diede alle stampe versi sfarzosi su Maria.

Cesare Cantù scrive sulla Madonna risentendo certamente dell’influenza di Manzoni, così come Giuseppe Bonghi.

Abbiamo voluto antologizzare la devozione a Maria del secondo Ottocento nei sonetti di Giovanni Camerana, “insospettabile” portavoce dei poeti scapigliati che fecero conoscere in Italia anche l’opera di Charles Baudelaire, dei poètes maudits francesi e del visionario americano Edgar Allan Poe.

Al cosiddetto “secondo romanticismo” appartengono le liriche di Giovanni Prati e fors’anche quelle di Giacomo Zanella che chiudono il secolo così come la nostra raccolta sull’Ottocento.

Una breve prosa di Antonio Fogazzaro, scrittore cattolico tormentato tra tradizione e modernismo, ci conduce già agli albori del Novecento, in una delicatissima area di passaggio che i manualisti definiscono età del decadentismo.

Il Novecento è decisamente il secolo più ricco di scritti mariani. Era nostra intenzione presentare un gran numero di autori contemporanei perché, inoltrandoci nel nuovo millennio, ci pareva molto interessante accostarvicisi con una più alta percentuale di testimonianze letterarie rispetto ai secoli precedenti. Non abbiamo di certo forzato la mano alla verità: il secondo millennio si chiude e il terzo millennio si apre con rinnovata e robusta attenzione dedicata a questo straordinario personaggio femminile.

Poiché il nostro tempo è ricco di colpi di scena, di cambiamenti ideologici – spesso purtroppo cruenti – anche la letteratura ed il mondo delle idee risultano quanto mai variegati e multiformi. Pertanto nello stesso secolo, il Novecento, e nei primi anni del Duemila, trovano accostamento testi molto diversi che rispondono a spaccati culturali i cui mutamenti sono avvenuti ed avvengono sempre più celermente. Risultano accostati testi di autori che pur appartenendo al Novecento sono distanti tra loro a volte più che se appartenessero ad epoche diverse. Così, per correttezza anagrafica, sono collocati nel medesimo secolo voci di cattolici-ultras, “cattolici belve” come Domenico Giuliotti e Giovanni Papini insieme ai cattolici intellettualmente più misurati come Diego Valeri, Angelo Silvio Novaro e Mario Luzi insieme ancora ai laici Ada Negri, Pier Paolo Pasolini, Laura Bosio, Elio Fiore per fare soltanto qualche nome ed accostamento…

Se nel corso di cento anni è normale riscontrare un’evoluzione culturale, è vero che il nostro Novecento ha subito un’accelerazione temporale tale da produrre rapidi cambiamenti, a volte veramente radicali. Anche nell’approccio a Maria, scorrendo il secolo che ci ha preparato al nuovo millennio, abbiamo la possibilità di percorrere itinerari letterari grandemente variegati.

Ancora all’area decadente può ascriversi la sensibilità di Giovanni Pascoli. Alla fervida “stagione delle riviste” del primo ventennio del secolo appartiene invece l’intensa spiritualità del “vociano” Clemente Rebora.

Giovanni Testori con Interrogatorio a Maria riscopre nel secondo Novecento la stessa forza drammatica e drammaturgica che fu già delle laudi. E così come quelle antiche canzoni alla Madonna spesso si presentavano nella parlata popolare locale, nel nostro secolo anche Biagio Marin si cimenta in paleo-veneto, come tutta la sua produzione poetica, con Le litanie alla Madonna.

Toscanissimi invece Federigo Tozzi, molto noto come narratore, qui presente con una poesia alla Vergine di grande intensità umana e Piero Bargellini, che a Maria ha dedicato una serie di racconti sulle varie tappe della Sua vita terrena.

Tra i pochi religiosi presenti nella nostra raccolta letteraria, nel Novecento spicca la poesia appassionata di padre David Maria Turoldo e la prosa limpida di don Giuseppe De Luca, “il segretario della Madonna” come lui stesso amò definirsi. Non poteva però mancare Giovan Battista Montini, eletto Papa col nome di Paolo VI, per una specifica raccolta di Preghiere a Maria e gli splendidi testi di san Luigi Orione.

Il romanzo riscopre la storia di Gesù, e quindi la figura di Maria, con volumi che sono stati anche dei best sellers di lettura. Tra questi, La gloria di Giuseppe Berto, un autore “culto” negli anni della contestazione giovanile e E volete andarvene anche voi? di Luigi Santucci che occupa un posto del tutto particolare per sensibilità spirituale ed evocazione di linguaggio.

Primo Mazzolari, Renzo Pezzani, autori cari a molti anche per l’inserimento delle loro opere nella manualistica scolastica, accanto ai più “intellettuali” Guido Manacorda, Giovanni Cristini e Marco Beck cantano nei loro versi Maria riconoscibile nella Sua vicenda terrena e storica ma insieme ritratta in una consuetudine quotidiana attraverso cui si attualizza la motivazione stessa della poesia: Pierfrancesco Bruni, poeta calabro-pugliese perfettamente mediterraneo, nel poemetto inedito dialoga con Maria, Donna su tutte le donne.

La nostra antologia è dedicata alla letteratura degli italiani. Per questo ci è sembrato di non poter trascurare alcuni autori che si sono espressi nel dialetto materno o in una lingua come quella sarda di matrice neolatina identica a quella della lingua italiana. Trovano quindi collocazione i testi in napoletano di Ferdinando Russo e Michele Goldieri, in romanesco di Trilussa, in paleo-veneto di Biagio Marin, in sardo di Preti Andria e Benvenuto Lobina, in pugliese di Albino Pierro, in siciliano Pietro Fullone.

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Posted on 1 ottobre 2009, in letteratura and tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink. Lascia un commento.

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