“Parole di Qohelet” di Ardea Montebelli
ARDEA MONTEBELLI
Prima Classificata
Premio Letterario In Purissimo Azzurro 2009 – Sezione Poesia
con la silloge PAROLE DI QOHELET
“per la forma matura e convincente con cui ha rappresentato la piu’ moderna ricerca dell’assoluto nel confronto dialettico con un testo biblico del passato ma attualissimo nelle interrogazioni profonde sul destino dell’uomo”.
Vanità delle vanità, dice Qohelet,
vanità delle vanità: tutto è vanità.
Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica
con cui si affanna sotto il sole?
(Qo 1,2-3)
Così viviamo
viziati dalle cose di qui,
così viviamo
una volta,
una volta soltanto.
Nessun ricordo resta degli antichi, ma neppure di coloro
che saranno si conserverà memoria presso
quelli che verranno in seguito
(Qo 1,11)
Non sappiamo fidarci dell’anima
ma ci avvince il suo ritmo,
il suo canto
che di striscio
ci fa da memoria.
Mi sono proposto di ricercare
ed esplorare con saggezza
tutto ciò che si fa sotto il cielo
(Qo 1,13)
Pare che tutto
si voglia nascondere,
anche la nostra umanità.
Ho visto tutte le opere che si fanno sotto il sole,
ed ecco: tutto è vanità e un correre dietro
al vento
(Qo 1,14)
La differenza
non sta nel togliere
qualcosa agli avvenimenti,
nell’aggiungere alcune diversità
ma è un’attesa.
Tutto ha il suo momento, e ogni evento
ha il suo tempo sotto il cielo
(Qo 3,1)
…poi chiedi
se il bene lasci traccia di sé
senza sapere quale parte
ti appartenga;
è così
è stato così
ma tu vuoi capire
quel senso di attesa
che intuisci sotto pelle,
un desiderio non compreso
che è tuo
è nostro
ci accompagna.
In verità chi teme Dio riesce bene in tutto
(Qo 7,18)
Chi conosce la sapienza delle cose?
(Qo 8,1)
In cielo e in terra
il cuore dell’uomo
compie il suo cammino:
germoglia gradualmente
è figlio legittimo del tempo.
Segreti irraggiungibili
si stendono sugli occhi,
le voci diventano di fuoco
nel grembo della vita.
Il cuore degli uomini è pieno di male e la stoltezza
dimora in loro mentre sono in vita
(Qo 9,3)
Il cielo si ammala di veleni
e la strada perversa
rovescia la ragione.
C’è un limite in cui
l’inquieto e l’infinito si incontrino?
Come tu non conosci la via del soffio vitale
né come si formino le membra nel grembo d’una donna incinta,
così ignori l’opera di Dio che fa tutto
(Qo 11,5)
Mi persuadono
l’odore della pioggia
la fatica e l’amore
strappati alla terra.
Ci abituiamo a vivere
senza nostalgia.
Temi Dio e osserva i suoi comandamenti,
perché qui sta tutto l’uomo
(Qo 12,13)
La mia presunzione
é volerti bene.
Invocarti in silenzio
mi concede una tregua,
un gesto di pietà
a te caro.
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L’AUTORE
Ardea Montebelli, insegnante, si occupa di poesia e di fotografia ed è giornalista pubblicista. Ha pubblicato: nel 1989 Alchimia dei sentimenti e Laudato sii e nel 1993 Pietre di paragone tutti per i tipi delle Edizioni Forum di Forlì; nel 1996 L’anima del mare (Panozzo Editore, Rimini); nel 2001 Il paradosso della memoria, una meditazione in versi sulle lettere di S. Giovanni (Fara Editore, Rimini) ; nel 2002 un catalogo fotografico dal titolo Cari, vecchi frammenti (Ed. Giusti, Rimini); nel 2005 Ma tu non dartene tormento, una meditazione in versi sulla Shoah (Guaraldi Editore, Rimini); nel 2008 Ma il cielo ci cattura (Fara Editore, Rimini); nel 2008 la plaquette dal titolo Quel libero andare, una meditazione in versi sulla prima lettera di San Paolo ai Tessalonicesi (Edizioni L’Arca Felice, Salerno).
Posted on 2 dicembre 2009, in concorsi, poesie and tagged Ardea Montebelli, concorso inediti, Parole di Qohelet. Bookmark the permalink. 1 commento.
















Chi coglie i suoni d’anima crea ponti e voci per i silenti, chi chiacchiera con Dio si combina la vita con uomini, stelle e cieli e fa fragranze di ieri e di domani.
Grazie Ardea Montebelli