Così il Vangelo di Giovanni si fa teatro
Col prologo del suo vangelo Giovanni apre la propria ‘ testimonianza’ in un racconto diverso, il quarto dopo i tre sinottici: il Vangelo secondo Giovanni. Materia ora anche per una ‘ trasposizione teatrale’ che Giuliano Vasilicò – creatore di punta dell’avanguardia in epoca lontana e impegnato da tempo nella raffigurazione di grandi propagatori della Fede – ha scritto per poi partecipare l’anno scorso a I Teatri del Sacro, concorso aperto a novità espressive della sfera religiosa, promosso fra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana nell’ambito del progetto culturale.
Vasilicò col suo Dal Vangelo secondo Giovanni è risultato fra i vincitori, approdando col suo spettacolo per qualche sera a Roma, al Teatro San Genesio. L’autore è tutt’uno col regista, non dimentico dei suoi allori di sperimentatore geniale che seppe dare immagine pregnante a Sade, Musil, Wilde. Ha riunito attorno a sé un Gruppo di ricerca e progettazione teatrale con cui porta sulla scena eventi dai quali è scaturita una nuova essenza dell’uomo, filtrata dalla finzione ma lasciando intatta la ‘ lettera’, la voce delle fonti mistiche. Dopo Caterina da Siena del 2007 ora la ricerca tocca con l’evangelista Giovanni il fondamento della novità cristiana, appunto la sua testimonianza da « discepolo che Gesù amava » , suscitatore nelle sue pagine di un pensiero fecondo. Ancora una volta la fedeltà alla fonte, l’umile rispetto è la forza d’urto dell’operazione di Vasilicò, nell’arco ‘ narrativo’ che va dall’incontro di Gesù coi discepoli, ai miracoli, alla sua passione e morte, per culminare nella risurrezione. Il tutto scandito per inserti, sulla scena nuda plasmata attraverso il gioco delle luci, in un continuum fra palcoscenico e platea con finale coinvolgimento degli spettatori in una simbolica lavanda dei piedi. Attori e attrici del Gruppo si identificano interiormente coi ‘ personaggi’ con un fervore che li rende officianti di un autentico rito più che interpreti nel senso corrente. Anche qualche acerbità tecnica alla fine viene di fatto assorbita in questo vero e proprio atto di fede, carico di autentico misticismo.
(c) Avvenire 5 gennaio 2010
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