Lettera a Diego
di MARIA DI LORENZO
“La morte / si sconta / vivendo” (G. Ungaretti)
La tua città ho lasciato per sempre:
non potevo guardare il suo cielo
di stelle assassine, i luminosi
obbrobri m’incanaglivano il cuore.
Vivo altrove.
Ho un taccuino dove registro
i cumuli d’ansia che cadono
sotto la scure degli anni.
Io, quella di prima
non sono. Dovevi insegnarmi financo
il dolore: ma valeva la pena?
A chiuderti gli occhi fu una giovane
sera che recava ombre di pioggia
e non ti ebbero gli altri, i lupi
che sanno mimare il dolore
(altra razza)
in questa ferocia che tutti ci azzanna.
Ma il giorno non porta risposte
e i grumi dei sogni non scioglie:
il tuo mistero non concede riscatti.
(Io non sapevo)
e ora so, io so che tutti dormiremo
sulle colline
- e aspetto: al mio fianco è questa buia
ferita che porto su strade lastricate
da lacrime vive, come una speranza.
.
© Maria Di Lorenzo
dalla raccolta: Voci dal muschio
[Tutti i diritti riservati – All rights reserved]
Posted on 28 aprile 2010, in poesie and tagged Lettera a Diego, Urbino, Voci dal muschio. Bookmark the permalink. 5 commenti.
















Bella poesia. Vera e molto intensa. Mariangela De Togni
Sottoscrivo le parole di Mariangela!
il fiato mi si tronca sui versi Maria, per quel correre tra amore e dolore con la stessa grazia
grazie Alessandra!
Poesia molto bella, Maria. E’ un sospiro umano, universale.