Il vero e il falso
di MARIA TERESA SANTALUCIA SCIBONA
(a Giorgio Albertazzi)
“Ella ti amava barbaro di un Moro”
Shakespeare – Otello Atto V°
Chi sei tu veramente
che tramuti l’animo e il volto
nei molti personaggi che dispieghi ?
Oh lo sai bene il potere reale
che traduce il suono levigato
della tua voce e l’enfasi del gesto…
Dunque, di volta in volta rinnovi
l’esaltante malia di un “alter ego”
e ne impersoni i tormentati patemi
e le arcane chimere.
Ma, solo tu nelle infinite metamorfosi,
sai dove s’arresta l’inganno.
La realtà esiste solo in un certo
momento e in un certo luogo.
Forse ti celi nel rovente delirio
di Amleto così cupo e vago
come la selva inesplorata
della sua follia.
T’assale il demone trainante
e possessivo del Moro di Venezia.
Nel buio compatto che distorce
le cose, il fremito oscuro della folla
ti pervade. Grava sulla scena
una calma innaturale,
un silenzio d’attesa.
Già l’infelice Otello naviga solitario
fra i neri flutti dell’ira,
già l’intreccio fluido dei sentimenti
lascia in gola il sapore incerto
della paura.
S’abbruna lo spirito geloso
che la peste del dubbio scompagina.
Tu che non concedi benefici
di perdono, sfoga i repressi
rancori sulla vittima innocente.
./.
Orsù non esitare,
l’alibi della vendetta è pronto.
Ti seguono attente le ingenue
pupille senza rimorso
e consumano con te,
l’atto irrevocabile della morte.
L’istinto delle passioni
disconosce l’etica,
un simulacro di bugie
giustifica il delitto.
Ora il pallido fiore di Desdemona
emerge avvizzito nel rosso
porpora delle coltri.
Il rito d’amore sacrificale
è compiuto, l’onta della vergogna
punita. Ma vana è l’illusione
che distruggendo qualcosa
la si possieda per sempre.
Siena, 1987
Dal volume “ L’Amore Imperfetto” (Helicon Edizioni, 2003)
(c) Maria Teresa Santalucia Scibona – all rights reserved
Posted on 24 giugno 2010, in genio femminile, poesie and tagged finzione e realtà, giorgio albertazzi, il vero e il falso, maria teresa santalucia scibona, teatro. Bookmark the permalink. Lascia un commento.
















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