La pianista Judina che conquistò anche Stalin
Non le piaceva essere definita «pianista», le sembrava un termine riduttivo: «Siamo musicisti, il fatto che suoniamo determinati strumenti (o dirigiamo) è solo un particolare». La Judina, una dei più grandi pianisti del Novecento, figura ormai entrata nella leggenda, rincorre per tutta la vita un «oltre», un «più della musica» che è in realtà il segreto del suo fascino. I suoi, infatti, non erano semplicemente dei concerti, ma una testimonianza, anzi una «sacra rappresentazione»: «Quando questa donna, dalla pettinatura liscia che le incorniciava il volto assorto, saliva sulla scena in un lungo abito scuro, austero, senza guardare nessuno, immersa nel suo mondo interiore, si sedeva al pianoforte, tergeva con un fazzoletto le mani e la tastiera e poi faceva una pausa prolungata, sembrava un rito di preparazione a qualcosa di importante, che superava i criteri di ordine puramente estetico per far emergere in primo piano un pathos morale». Un fascino a cui, secondo un racconto ormai entrato nella leggenda, non si sarebbe sottratto neppure Stalin, colpito dalla sua esecuzione di un concerto di Mozart… [continua]
Posted on 15 settembre 2010, in Flannery, genio femminile, musica and tagged marija judina, stalin. Bookmark the permalink. Lascia un commento.















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