Giustizia vulnerata, necessaria memoria – Per Rosario Livatino
GIUSTIZIA VULNERATA, NECESSARIA MEMORIA
PER ROSARIO LIVATINO
Ci sarà un incubo peggiore
socchiuso tra i fogli dei giorni
non sbatterà nessuna porta
e i chiodi
piantati all’inizio della vita
si piegheranno appena.
Ci sarà un assassino disteso sul ballatoio
il viso tra le lenzuola, l’arma posata di lato…
Allora occorrerà avvicinarsi, forse salire
là dove il futuro si restringe
alla mensola fitta di vasi
all’aria rovesciata del cortile
al volo senza slargo dell’oca,
con la malinconia del pattinatore notturno che a un tratto conosce
il verso del corpo e del ghiaccio
voltarsi appena,
andare.
Antonella Anedda
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Rosario Livatino vent’anni dopo
di Maria Di Lorenzo
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“Luce verticale” di Salvatore Presti:
lampi di una Bellezza inesprimibile
a cura della Redazione
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di Maria Gisella Catuogno
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di Maria Teresa Santalucia Scibona
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Rosario Livatino, martire della giustizia
di Maria Di Lorenzo
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La giustizia, se è scollegata dall’Amore diventa giustizialismo, giustificazione di tutto, per cui ogni cosa è lecita. Quanta vera ingiustizia c’è oggi; dai fatti personali a quelli pubblici, ci si giustifica per avere la coscienza a posto nei confronti di chi abbiamo frodato, in ogni modo. Quando invece ci mettiamo dalla parte del bisogno umano più profondo, allora sì che pratichiamo la giustizia, perchè l’abbiamo collegata all’amore, alla dignità perduta e al rispetto. Non crediamo, nella nostra presunzione di essere giusti come il fariseo della parabola, perchè così facendo guardiamo solo a noi stessi chiudendo gli occhi nei confronti del prossimo. “Caino dov’è tuo fratello? Sono forse io, Signore, il custode di mio fratello?” Non facciamo il grave errore di sentirci in dovere di giudicare sempre e comunque, senza capire che siamo i custodi gli uni degli altri.
Giovanna Ghirelli
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Penso che la giustizia sia un principio fondamentale, correlato al principio di verità. Nel mondo in cui viviamo e nella nostra cultura il senso di giustizia è purtroppo emendabile, soggettivo e personale, perchè ogni essere umano agisce secondo i propri principi, le proprie convinzioni, le proprie idee, che scaturiscono da ciò che viene incultato, da ciò che si percepisce dall’esterno e dal proprio bagaglio culturale. Principi che si scontrano in una società malsana, disagiata ed ingannevole intrisa di preconcetti opinabili, di comportamenti pregiudizievoli, di falsi perbenismi, in un clima di decadimento di valori morali e spirituali che ribaltano e ledono il senso della vera giustizia. Per questo penso che la giustizia assoluta sia solo quella divina e che a noi esseri mortali non è consentito conoscerne il disegno. Essere veramente giusti in questo mondo significa cercare la verità fino in fondo e a tutti i costi, attraverso tutte quelle azioni meritevoli che la coscienza civile e civica spesso ci detta , ma non si può escludere la malvagità o la cattiveria in queste nostre azioni, è praticamente impossibile. Per questi motivi, a mio parere, penso sia difficile oltre che pericoloso giudicare qualsiasi azione altrui.
Condivido appieno questa splendida iniziativa, sperando che possa servire a sensibilizzare tutte le coscienze al vero significato di giustizia, ed innalzare quei valori morali di cui la società odierna ha bisogno.
Antonella Vara
il feretro di Livatino portato a spalle dai colleghi magistrati
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“In questo mondo si incontra raramente la giustizia perché è molto più impegnativa dell’amore. La giustizia, infatti, non beneficia della complicità della carne di cui si diletta l’amore: la giustizia è una passione che consuma e scarnifica. Se l’amore è cieco, la giustizia deve invece tenere gli occhi bene aperti… Per noi che apparteniamo alla massa, che siamo parte integrante di questo mondo, giudicare è un’azione difficile: la vera giustizia implica la non partecipazione al male. Pertanto può venire solo da Dio”.
M. JIMENEZ BONHOMME
Posted on 16 settembre 2010, in anniversari and tagged antonella anedda, antonella vara, giovanna ghirelli, jimenez bonhomme, luce verticale, Maria Gisella Catuogno, maria teresa santalucia scibona, martire della giustizia, rosario livatino, salvatore presti. Bookmark the permalink. 2 commenti.
















Tutto il mio rispetto ed affetto per Rosario Livatino, speranza luminosa nel grigio e fetido panorama italiano di oggi
michele
Carissima Maria,
grazie per averci ricordato quell’accorata parola delle beatitudini : “beati coloro che moriranno a causa della giustizia”.
Ecco, credo davvero che il volto di Dio splenda ogni volta che la giustizia è del cuore, dell’azione, del destino. E che il male sia disarmato semplicemente dal fatto che praticare la giustizia è un atto prima di tutto interiore.
Molte volte gli insegnamenti arrivano dalla morte, ma credo che nel caso di Rosario Livatino siano ancora dati dalla vita, dal fatto di ricrearsi nel dolore e nell’amore di chi lo ha portato a spalla, di chi l’ha custodito in grembo o di chi, semplicemente, l’ha avuto negli occhi.
grazie, Maria. Grazie, Rosario
Simona Lo Iacono