Poeti cristiani del Novecento

POETI CRISTIANI DEL NOVECENTO

A cura di Pasquale Maffeo

(Ares, Milano 2006)

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di LILIANA PORRO ANDRIUOLI

Molte sono state le antologie poetiche che hanno tentato di fare un consuntivo della nostra poesia del secolo ventesimo. Tra queste un posto preminente lo occupa la recente antologia di Pasquale Maffeo, Poeti cristiani del Novecento, che si distingue per la profondità delle intuizioni critiche, sempre documentate e ponderate, e per la vastità del materiale preso in esame. Il volume, di ben 488 pagine, si divide in due parti fondamentali: una d’indagine critica e un’altra di carattere antologico; e comprende inoltre l’Anagrafe degli autori, un’accurata Bibliografia e l’Indice analitico.

Esso è nato, come c’informa l’autore nel suo Cartiglio, per “disegnare una suffragata mappa delle voci liriche italiane che nello scorso secolo hanno innervato ed espresso nella pagina la certezza, la grandezza, la bellezza della cattura divina, poco importa se per inneschi tematici non sempre ortodossi”. Si tratta dunque di un libro che non ha alcuna intenzione di “figurare come offertorio di poesia religiosa”.

Nei quattordici capitoli della prima parte (Antiporta, Dall’Otto al Novecento, Trame del lungo inizio, Due maestri, Una ventata passatista, La stagione fiorentina, Due voci in assolo, Erranti e convertiti, Nel vento di Liguria, Area veneta, Roma delle Botteghe Chiare, Tonaca e poesia, Cieli di Lombardia, Opera in corso), Maffeo compie una accurata ricognizione della poesia d’ispirazione cristiana del nostro Novecento, soffermandosi oltre che su poeti maggiormente noti, come Sergio Corazzini, Giovanni Papini, Marino Moretti, Diego Valeri, Clemente Rebora, Carlo Betocchi, Giuseppe Ungaretti, Mario Luzi, Alessandro Parronchi, anche su poeti meno conosciuti, ma ugualmente significativi per le pagine di schietta poesia che ci hanno donato, come Arturo Onofri, Ada Negri, Luigi Fallacara, Renzo Barsacchi, Antonia Pozzi, Margherita Guidacci, Angelo Barile, Gherardo Del Colle, Elena Bono, Davide Maria Turoldo, ecc.

Dall’insieme del libro emerge un quadro compiuto e di notevole interesse, nel quale i giudizi, sempre affilati e illuminanti, valgono a mettere egregiamente a fuoco i poeti di volta in volta esaminati, come avviene per Giuseppe Ungaretti, in cui è individuato “il lievitare di uno stupore che a tratti, nella sorpresa di trovarsi al mondo, si fa grazia, sospensione di ogni peso, sentimento di purezza assoluta” (p. 89) o di Mario Luzi, colto “nel grembo d’una creazione che incessantemente evolve e nel suo evolvere erode, modifica, ridimensiona la natura e le forme che la esprimono” (p. 117). Lo stesso può dirsi di altri giudizi, quali quello che scopre in Elena Bono “la perentorietà d’un sentimento di giustizia fondato sulla misura dell’intimazione divina” (p. 159), oltre a “una cognizione della storia rimeditata e accettata come divenire sacrificale” (p. 161) o come quello espresso su Margherita Guidacci, secondo cui “la sua pronuncia aperta a più registri, polimorfa, polifonica, captò e incorporò cadenze inflessioni e increspature che la resero variabile e duttile, ora elevata a purezza incandescente, ora adeguata a un incedere colloquiale e piano che si tiene alla cronaca e schiva le impennate” (p. 188).

Di notevole interesse è l’escursione compiuta da Maffeo tra i poeti e i pensatori sia italiani che stranieri in campo cristiano o quanto meno dotati di una forte spiritualità, vissuti tra l’Ottocento e il Novecento; indagine dalla quale emergono i nomi di Henri Bergson, Paul Claudel, Charles Péguy, Manley Hopkins, Menéndez y Pelay, Antonio Machado, Miguel de Unamuno, Rainer Maria Rilke, Hugo von Hofmannsthal, Gertrud von Le Fort, Enrico Sienkiewicz (tra gli stranieri) e i nomi di Giacomo Zanella, Giovanni Camerana, Arturo Graf, Corrado Corradino, Giuseppe Manni, Giulio Salvadori (tra gli italiani).

Il vero innovatore, secondo Maffeo, fu però Giovanni Pascoli, “demiurgo che guardando i poeti di Francia aveva dall’interno operato la rottura, e di fatto incrinato la linea della nostra fioritura lirica”, la cui importanza e “la reale portata della cui opera si vedrà e si capirà poi, nei decenni, quando l’occhio critico ne scruterà controluce i fondi ispirativi e le trame della dizione”. Importanti, all’inizio del secolo scorso, furono anche le riviste, per l’ampio dibattito culturale che instaurarono. Tra esse, per il suo apporto innovativo in campo cattolico è da ricordare Il Rinnovamento, di cui fu animatore Tommaso Gallarati Scotti.

Illuminanti in quest’antologia sono pure altri giudizi, come quello dato su Clemente Rebora, di cui è detto: “L’obbedienza rosminiana poggiava in Rebora su due cardini personali, la coscienza della miseria creaturale, la percezione dell’incommensurabile amore del Creatore” e di cui è posto in luce il significato delle poesie successive alla conversione, nelle quali si trovano “potenti esplosioni liriche, commosse memorie dell’avvento, meditazioni sulla morte e sul giudizio che non fa sconti”. E si veda, nel denso capitolo sulla Stagione Fiorentina, il giudizio su Carlo Betocchi, nei cui libri “l’adozione anomala della parola, la sua punta che incide, la sua pregnanza che rivela, danno al verso un timbro di scaltrita modernità, una consapevolezza di scarti e scatti che pongono l’autore su un piano di grandezza nella generazione che fu sua”.

Pure significativo suona il giudizio espresso da Maffeo su una poetessa meno nota al vasto pubblico, ma che oggi tende ad essere maggiormente studiata, Cristina Campo, di cui il nostro critico così scrive: “Nessuno dei suoi testi consente di andare oltre, passare al successivo, senza una pausa, una parziale rilettura, una riflessione: tanto ciascuno risulta in sé rivelatore, folto d’echi e risonanze, luminoso, speculare d’una sponda inattingibile”.

Sempre meditata è inoltre nel libro di Pasquale Maffeo la scelta dei testi antologizzati, da lui compiuta con acume critico e con finezza di gusto. Si tratta, infine, di un’opera importante, che dischiude nuovi orizzonti nel campo della nostra storia letteraria novecentesca e della quale si dovrà tener certamente conto in ogni ulteriore studio sulla poesia cristiana nata in Italia nel secolo che da poco si è chiuso.

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[Copyright © Liliana Porro Andriuoli - In Purissimo Azzurro

Tutti i diritti riservati – All rights reserved]

Posted on 8 ottobre 2010, in letteratura and tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink. Lascia un commento.

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