“Sulle orme” di Alessandro Ramberti
Non servono molti discorsi.
Tu solo hai quelli che bastano
a rendere eterna la storia, perché
trasformano il giorno e danno fiducia.
Ci accompagni lungo il campo ricolmo,
ma quando ce ne accorgiamo?
È forse eccessiva la bellezza
del cammino? Siamo distratti
dai nostri fragili piedi che sai irrobustire
oltre ogni speranza:
appoggiati ogni tanto al mio braccio
per farmi seguire i tuoi passi (magari
scoprendoTi in mani inattese)
ed a sfibrarsi saranno i pensieri sordi
sotto i calchi delle riflessioni generiche
confinate al lato interno del piacere.
(c) Alessandro Ramberti – all rights reserved
Posted on 11 ottobre 2010, in poesie and tagged alessandro ramberti, Sulle orme. Bookmark the permalink. 1 commento.















Un buon inizio con un tono estatico che riesce a coinvolgere. Più macchinosi i versi della chiusa dove la d eufonica è dissonante, più immediato scrivere semplicemente “e a sfibrarsi…”
Fabio Carapezza