“E’ sempre il mattino” di Alfredo Contran
La passione per la scrittura, per la poesia, è una caratteristica che accompagna tutta la vita di Alfredo Contran, sacerdote padovano morto il 20 ottobre 2007.
Dal volume di versi E’ sempre il mattino (Rigoni), abbiamo estrapolato per i nostri lettori un piccolo assaggio della sua vena poetica, sospesa fra cielo e terra, fra le contingenze del presente e lo sguardo costantemente proteso verso l’infinito di Dio.
Che l’attirava giorno dopo giorno nel suo ineffabile cerchio: doppia vocazione, di prete e di scrittore, vicino alle attese e alle sofferenze degli uomini e delle donne del suo tempo.
*
Felicità
Ridono i bimbi
con lo zainetto sulle spalle.
La lezione è finita.
Non hanno rimorsi del passato
né paura dell’avvenire.
E sulla porta della scuola
una mano invisibile ha scritto:
”Si ricorda che domani
è vacanza”.
*
Meglio il merlo
Passano le cornacchie
a volo sghembo tra cielo e terra.
Il profeta Baruch le definisce
inutili come le divinità di Babilonia,
uccelli cui basta esistere
senza mettersi in stormo.
Gracchiano quando aprono le ali
per riprendere quota
e vanno a dormire dopo il tramonto
sotto gli alberi folti,
lontano dalle case e prossime ai cimiteri.
Meglio il merlo
che discorre per ore e ore ovunque
e vende le sue note
all’aria, alle erbe e agli uomini
senza riscuoterne il prezzo.
Gli risponde l’eco
da ogni declivio
e pare che tutte le colline
parlino con la sua voce d’oro.
*
I miei amici d’oggi
Mi è rimasto il Cuore, largo
come il paese di mia madre,
dove, a tutte le ore, arrivano
dai confini dei mondi e del tempo,
coloro che Dio mi ha dato in dono
per la mia e la loro felicità.
Mi è rimasto il Silenzio, profondo
come la cripta d’un santuario
dove ogni istante sfilano,
con inudibili passi d’angelo,
i miei pensieri vestiti di festa
e le speranze immortali.
Mi è rimasto il Tabernacolo d’oro,
dove abita quell’amore antico
che mi spinse incontro alla vita,
e adesso mi vuole tutto per sé,
prima che l’ultima notte
mi nasconda in un sepolcro di stelle.
*
Paradiso
Lassù
l’infinita luce
sarà abitata solamente
da coloro che sono arrivati
non primi
ma puntuali.
*
Sacerdote e scrittore
Alfredo Contran nasce a Vigorovea di Sant’Angelo di Piove di Sacco, in provincia di Padova, il 15 agosto 1925. Ordinato sacerdote nel 1948, è dapprima impegnato nel seminario di Thiene come prefetto dei ragazzi. Dal 1949 al ’53 è cooperatore ad Asiago, poi viene chiamato in centro diocesano a Padova, vice-assistente dei giovani di Azione cattolica (allora Giac) e consulente ecclesiastico del Centro sportivo italiano (Csi). Nel 1962 è nominato vicedirettore della “Difesa del popolo”, accanto a mons. Francesco Canella, cui subentra come direttore nel 1965, imprimendo al giornale la propria personalità innovativa e la propria inconfondibile linea editoriale. Per 28 anni dirige il settimanale diocesano: è il suo lavoro, la sua vita, fino al 1993. Oltre agli editoriali, molto attesi dai lettori, don Alfredo cura anche varie pubblicazioni, fra cui: Leggenda di un patriarca, Savio: una strada tre personaggi, L’archibugio del cappellano, ricevendo anche numerosi riconoscimenti (Piovese dell’anno, Città d’Este, S. Sabino, Mastea d’oro…). Nel 1982 diventa anche primo direttore di Dall’alba al tramonto. Insegna religione in vari istituti di Padova, tra cui il Marconi e il Tito Livio, e anche ai seminaristi del liceo di Tencarola. Per un periodo è anche assistente dell’Agi,Associazione guide italiane (gruppo scout femminile). Nel 1970 riceve il titolo di cappellano del papa (e quindi monsignore), nel 1981 diviene canonico residenziale del capitolo della cattedrale, con il titolo della Santissima Annunziata. Si dedica ampiamente alla predicazione, al ministero della riconciliazione e direzione spirituale. È a lungo cappellano dell’istituto Maria Ausiliatrice di Padova. Per molta parte della vita mons. Contran ha avuto problemi di salute, via via aggravatisi con gli anni. Quando non fu più in grado di gestirsi da solo, nel 2005 trovò ospitalità cordiale e competente all’Opera della Provvidenza di Sarmeola, che gli concesse di prolungare i suoi giorni e viverli con serenità. Sorella morte l’ha accompagnato al Padre nella mattinata di sabato 20 ottobre 2007. Le esequie sono state celebrate martedì 23 in cattedrale, poi la salma è stata portata a Piove di Sacco dove riposa nella tomba di famiglia.
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Posted on 20 ottobre 2010, in poesie and tagged alfredo contran, è sempre il mattino. Bookmark the permalink. Lascia un commento.















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