“Alla madre” di Mario Luzi

Forse, infranto il mistero, nel chiarore

del mio ricordo un’ombra apparirai,

un nonnulla vestito di dolore.

Tu non diversa, tu come non mai:

.

solo il paesaggio muterà colore.

In un nembo di cenere e di sole

identica, ma prossima al candore

del cielo passerai senza parole.

.

Io ti vedrò sussistere nel vago

degli sguardi serali, nel ritardo

dei fuochi che si spengono in un ago

di luce rossa a cui trema lo sguardo.

 

MARIO LUZI

 

© Mario Luzi, Un brindisi, Sansoni, Firenze 1946

[Tutti i diritti riservati - All rights reserved]

Posted on 3 novembre 2010, in poesie and tagged . Bookmark the permalink. 2 commenti.

  1. Cosa è il ricordo se non una luce vivida che rischiara il buio? Le parole servono a trasmettere il senso dell’attimo e dell’infinito, versi che uniscono e nello stesso tempo allontanano la presenza e il distacco, un’esile fiamma di “sussistenza nel vago”, ” un nonnulla vestito di dolore”

  2. Esempio di lirica accorata e commovente, senza quei pizzati di parole che servono solo ad apparire. Vero poeta è colui che offre voce a un proprio stato interiore con un soffio.
    Fabio Carapezza

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