“Alla madre” di Mario Luzi
Forse, infranto il mistero, nel chiarore
del mio ricordo un’ombra apparirai,
un nonnulla vestito di dolore.
Tu non diversa, tu come non mai:
.
solo il paesaggio muterà colore.
In un nembo di cenere e di sole
identica, ma prossima al candore
del cielo passerai senza parole.
.
Io ti vedrò sussistere nel vago
degli sguardi serali, nel ritardo
dei fuochi che si spengono in un ago
di luce rossa a cui trema lo sguardo.
MARIO LUZI
© Mario Luzi, Un brindisi, Sansoni, Firenze 1946
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Cosa è il ricordo se non una luce vivida che rischiara il buio? Le parole servono a trasmettere il senso dell’attimo e dell’infinito, versi che uniscono e nello stesso tempo allontanano la presenza e il distacco, un’esile fiamma di “sussistenza nel vago”, ” un nonnulla vestito di dolore”
Esempio di lirica accorata e commovente, senza quei pizzati di parole che servono solo ad apparire. Vero poeta è colui che offre voce a un proprio stato interiore con un soffio.
Fabio Carapezza