Un antidoto allo struggimento
Oggi primo giorno di lavoro al centro, Via del Pellegrino davanti alla Chiesa Nuova. E primi esperimenti per raggiungere l’ufficio e tornare a casa.
Al ritorno decido di camminare da Corso Vittorio alla metro Barberini attraversando tanti luoghi belli della mia città. Subito attraverso Piazza Navona. L’aria è pulita e, dopo la pioggia, non c’è una nuvola. Un tramonto brillante.
Il colpo d’occhio sulla piazza è già stupendo e poi, entrando, Sant’ Agnese, le fontane e l’obelisco sono illuminati come nessun artista potrebbe fare. La luce è calda o fredda nei diversi punti, gli stacchi fra le zone in ombra e zone più luminose fanno risaltare tutte le architetture nelle loro perfette dimensioni e forme.
E’ vero: la bellezza ferisce. La bellezza suscita una nostalgia struggente.
Desidererei tanto avere la macchina fotografica. Che fare lì in mezzo alla piazza? Non riesco a stare lì senza far niente. E’ difficile restare inattivi davanti a quello spettacolo. L’unico antidoto che conosco all’impossibilità di rimanere puramente contemplativo è fotografare.
Davanti alla bellezza la fotografia è una attività. Ma una attività che non violenta l’oggetto, una attività “casta”.
E che può anche generare bellezza, produrre una foto che fissa quel momento o che tenta di farlo. Ma la prima spinta a fotografare è questa impossibilità a restare fermi con quell’emozione nel cuore.
Questo antidoto allo struggimento chiamato fotografia.
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(C) Testo di Bruno Brunelli – all rights reserved
La fotografia ivi pubblicata è opera di Bruno Brunelli. Per gentile concessione dell’autore – www.brunobrunelli.it
Posted on 23 febbraio 2011, in In Purissimo Azzurro and tagged arte fotografica, bellezze di Roma, Bruno Brunelli, fotografia, piazza di Spagna, Roma. Bookmark the permalink. Lascia un commento.
















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