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Segreti di scrittura: il trucco c’è ma non si dice
PARLA L’AUTORE MARIANO SABATINI
di Maria Di Lorenzo
Disciplina o ispirazione? Macchina per scrivere o computer? Musica di sottofondo o religioso silenzio? In oltre cento interviste ad alcuni fra i più noti scrittori italiani, ma non solo, Mariano Sabatini ha raccontato con acume le abitudini, le tecniche, i vizi, a volte le “manie”, da cui sono scaturiti tanti libri di successo degli ultimi anni. Da Andrea Camilleri a Giorgio Faletti, da Sveva Casati Modignani a Ugo Riccarelli, da Alberto Bevilacqua a Dacia Maraini, con Trucchi d’autore e il successivo Altri trucchi d’autore, editi entrambi da Nutrimenti, ha realizzato una specie di guida, preziosissima per chi scrive e per chi ama la scrittura, ed anche un piacevolissimo ‘dietro le quinte’ per svelare i segreti del mondo letterario, in Italia e non solo. Ma dopo aver fatto tante domande agli altri, adesso è arrivato il suo turno. Conosciamo chi è Mariano Sabatini e che cosa pensa in questa intervista concessa a Maria Di Lorenzo.
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Mariano, vogliamo iniziare da lei questa piccola conversazione? Si presenti ai nostri lettori.
Saluto molto, ma molto volentieri i lettori. Persone che mi stanno simpaticissime… invece, chissà perché, detesto di solito i non-lettori. Io sono un giornalista, faccio il critico televisivo per il quotidiano Metro e scrivo per ItaliaOggi, dopo aver firmato programmi di successo come Tappeto volante, Parola mia, Uno Mattina e altri.
Lei ha scritto due libri molto fortunati sui cosiddetti “trucchi d’autore”. Può dirci se fra gli intervistati c’è anche il suo autore preferito? Di chi si tratta?
Amo la categoria dei giallisti, thrilleristi, noiristi, che secondo me raccontano bene i travagli di questa nostra Italia. Qualche nome? Lorenzo Beccati, Marco Vichi, Raull Montanari, Valerio Varesi, Elisabetta Bucciarelli, Lucia Ingrosso e altri. Per non dire di Camilleri, che adoro. E poi gli stranieri: Patricia Cornwell, Jeffery Deaver, Stephen King, Joe Lansdale… L’elenco sarebbe lungo perché, se on mi considero uno scrittore, dico volentieri che sono invece un lettore voracissimo e appagato.
Mi è capitato di leggere e di ascoltare delle recensioni moto lusinghiere su di lei, per inciso la maggior parte di esse, ma anche delle critiche piuttosto acide, dove il minimo che si potesse dire di lei era che “in fondo ha scritto un libro inutile, perchè tanto gli scrittori i loro segreti non li raccontano mai a nessuno…”. Pensa che tali giudizi poco benevoli nei confronti dei suoi “Trucchi” e “Altri trucchi d’autore” nascano forse da autori rimasti delusi da lei per essere stati esclusi dal mucchio ben nutrito delle sue interviste? Ha un “mea culpa” da fare?
No, non ci penso neanche. Non ho niente da rimproverarmi, chi deciderà di leggere i miei libretti capirà che servono intanto ad avvicinare cento romanzieri noti, famosissimi o no, che questo mestiere lo fanno davvero. D’Orrico sul Magazine del Corriere della sera ha scritto che è un libro “sul mestiere di vivere da scrittori”, e mi piace, rende l’idea. Roberta Scorranese, bravissima, ha scritto su TgCom che i miei “Trucchi” catturano le particelle elementari del sogno della scrittura. Bellissimo. Parafrasando Luigi Comencini vorrei dire che scrivere ed avere successo con i propri libri è un po’ come voler acchiappare i pesci con le mani. Alcuni ci riescono.
Volevo chiederle: dopo il successo di questi due volumi pensa di metterne in cantiere un altro sui “trucchi d’autore”?
No, per ora basta. Sto scrivendo però un libro sulla gavetta dei grandi giornalisti. In questo caso sono nel mio campicello.
Di tanti autori che lei ha intervistato ce n’è uno che l’ha piacevolmente sorpreso con le sue risposte?
Tutti, perché se le mie domande alla fine si ripetevano, il gioco era quello delle interviste doppie stile “Iene”, le risposte brillano tutte per originalità e differiscono completamente.
…. E uno che invece l’ha deluso?
De Carlo, Tamaro, Baricco, Lucarelli che si sono antipaticamente sottratti all’incontro.
Ha posto agli scrittori tante domande sul loro lavoro e sulla loro vita quotidiana al servizio della scrittura, domande curiose e a volte anche impertinenti. Chi pensa che sia stato fra di loro il più sincero con lei e chi il più reticente?
La domanda più infastidente per loro è stata, in modo inatteso, quella sui progetti futuri… A posteriori, posso dire che li capisco però. Vogliono proteggere le loro creature letterarie il più possibile.
Vogliamo parlare dei suoi progetti futuri? Lei e’ un giornalista ma anche un brillante autore televisivo, che in questi anni ha realizzato molte cose intelligenti. A che cosa sta lavorando in questo momento?
Non faccio più l’autore, ora sono passato dall’altra parte e su Metro bacchetto gli ex colleghi. Per circa quindici anni ho fatto tv ad alti livelli, per cui ne conosco bene i gangli. Sono tornato a fare il giornalista come agli esordi. E mi diverto a dare anticipazioni e gossip sul mondo dei media su www.affaritaliani.it, a mettere i “Televip alla sbarra” su Eva Tremila, a commentare i blog politici su ItaliaOggi, a straparlare allegramente su Radio Capital a I Capitalisti, dove Flavia Cercato e Massimo Cotto mi danno tutta la libertà possibile, divertendosi anche parecchio per il veleno che sputo. Mi sto rendendo conto che la gente mi apprezza perché dico sempre quello che penso e che spesso coincide con il sentire comune per quanto riguarda la tivù e i suoi protagonisti.
Dopo averlo chiesto insistentemente a tanti autori nel corso delle sue interviste, sono io che stavolta le rivolgo la fatidica domanda: che cos’è la scrittura per lei? Che rapporto ha con la pagina scritta?
Un rapporto felice. Scrivo con facilità, ma solo al pc. A mano non riesco a farlo, mi viene il crampo alla mano e poi non so più organizzare la frase. Vuoi mettere, poter spostare, cambiare, copiare-incollare…!? Fantastico! Scrivere per i giornali scarica la mia aggressività compressa. Non ho remore, cerco di dire e scrivere solo quello che penso davvero. Alla faccia del senso dell’opportunità che contraddistingue certi colleghi.
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Leggere per raccontare – Master di scrittura creativa
Stimoli letterari per apprendere i meccanismi della narrativa
Migliorare la propria qualità di scrittura grazie a modalità e messaggi mutuati dalla narrativa del Novecento e contemporanea. Da Luigi Capuana a Erri De Luca, passando per Anna Maria Ortese e la saga di “Twilight” di Stephenie Meyer.
Sarteano (Si), 24-31 luglio 2010
Le recenti evoluzioni nel mondo della letteratura italiana indicano da un lato una ritrovata disponibilità delle case editrici, anche di prima grandezza, a prendere in considerazione opere di autori esordienti; dall’altro, si assiste al risveglio di una parte significativa del pubblico, che desidera il ritorno della grande narrativa, cioè di quei romanzi che abbiano un proprio valore intrinseco al di là delle mode o delle correnti transitorie. Il Master “Leggere per raccontare” trae spunto da queste considerazioni per proporre una serie di riflessioni su diverse tipologie di letteratura contemporanea.
Non va dimenticata la premessa di fondo, ovvero che ogni scrittore deve essere innanzitutto un valido lettore. Più di qualsiasi corso o manuale, infatti, è proprio la lettura il mezzo più potente a disposizione chi desideri cimentarsi con l’attività letteraria. Non a caso, molti autori hanno iniziato la loro carriera emulando le opere più affini alla propria sensibilità artistica e sviluppando solo in un secondo tempo uno stile autonomo. Scopo del Master “Leggere per raccontare” sarà dunque sviluppare la consapevolezza necessaria al lettore per penetrare i segreti della scrittura. Ciascuna lezione sarà contraddistinta da uno o più testi significativi per l’argomento trattato, dei quali verrà fornito anche un quadro di riferimento letterario.
Info e iscrizioni: redazione di Inchiostro, tel. 045/8301594,
tel. 338-6158645, e-mail: redazione@rivistainchiostro.it
Master di scrittura creativa Inchiostro
MASTER DI SCRITTURA CREATIVA ORGANIZZATO DA INCHIOSTRO A PANTELLERIA
La rivista letteraria Inchiostro organizza, per la ventottesima volta, un Master di scrittura creativa con la formula della vacanza-studio, articolato complessivamente in 38 ore di lezione + colloqui individuali con i docenti.
Il titolo del Master è «La cassetta degli attrezzi dello scrittore» e l’appuntamento è dal 17 al 25 ottobre nell’incantevole isola di Pantelleria (Trapani).
Obiettivo del Master sarà l’acquisizione dell’equipaggiamento (o, per l’appunto, della “cassetta degli attrezzi”) che faccia emergere le abilità di ciascun partecipante come autore o, quantomeno, come eccellente artefice di composizioni letterarie. Anche il più valido dei laboratori non può infatti “creare” scrittori, ma può e deve comunicare e indicare le metodologie e gli strumenti atti a trasformare ogni partecipante in un buon narratore.
Il laboratorio «La cassetta degli attrezzi dello scrittore» prevede una fondamentale parte di natura teorica, ma riserverà notevole spazio alle esercitazioni pratiche, in modo che il partecipante possa acquisire metodologie e trucchi del mestiere e verificare subito la validità delle nozioni apprese.
Al termine del Master verrà rilasciato un ATTESTATO DI FREQUENZA.
Informazioni, costi e iscrizioni: www.rivistainchiostro.it, oppure contattando la redazione di Inchiostro, tel. 045/8301594 (10.00-14.00/16.00-19.00), tel. 338-6158645, e-mail: redazione@rivistainchiostro.it














